Trekking nel Salento: gli 8 percorsi più belli (2027)
Il Salento si scopre anche a piedi, tra costa e entroterra © SalentoVacanza.com
Il Salento non è solo mare da cartolina. Basta lasciare la spiaggia per ritrovarsi su tratturi tra muretti a secco, in pinete affacciate sulle scogliere, ai piedi di fari e torri di avvistamento, o su un cammino di 135 km che attraversa tutta la penisola. Ecco i percorsi più belli, con distanze reali e qualche consiglio per non sbagliare stagione né scarpe.
I percorsi principali
1. Cammino del Salento (Via Leucadense)
È il percorso più ambizioso: da Lecce a Santa Maria di Leuca, cioè da un capo all'altro della penisola, in circa 135 km di cammino. Si divide in sei tappe, ognuna con un carattere diverso. Il primo tratto lascia Lecce e s'infila nelle campagne della Grecìa Salentina, i paesi dove il griko, l'antico dialetto di origine greca, è ancora vivo. Nella parte centrale il cammino tocca Galatina e Corigliano d'Otranto e scende verso il mare passando vicino ai monumenti megalitici di Giurdignano.
Il tratto più spettacolare è quello costiero tra Otranto e Santa Cesarea Terme, che sfiora torri di guardia, faro e baie. Da lì si procede lungo l'Adriatico fino a Castro e poi nell'estremo sud, con il Ponte Ciolo poco prima dell'arrivo. A Leuca l'ultima fatica è la scalinata di 284 gradini che sale al santuario di Santa Maria de Finibus Terrae. Chi non ha sei giorni può scegliere una sola tappa e farne una bella camminata in giornata.
2. Da Otranto al faro di Punta Palascìa
Il tragitto parte dal porto di Otranto e punta al capo più orientale d'Italia, seguendo una costa fatta di scogliera e macchia. Lungo la strada si incontrano la Torre del Serpe e il laghetto nato nell'ex cava di bauxite, dove la terra rossa ricorda un'attività estrattiva chiusa nel 1976. In fondo c'è il faro di Punta Palascìa, edificato nel 1867 e oggi sede di un museo multimediale dedicato al mare; con aria limpida si intravede l'Albania. È un percorso che si abbina bene a un'alba (vedi il nostro approfondimento sull'Alba dei Popoli a Otranto).
3. Parco Otranto-Leuca: verso Porto Badisco
Nel Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco di Tricase si aprono più sentieri che collegano torri costiere, fari e insenature. Tra quelli segnalati ci sono il tratto dalla cava di bauxite a Punta Palascìa, il collegamento da Torre Sant'Emiliano a Porto Badisco e quello tra Porto Badisco e la costa delle Èrgate. Sono percorsi adatti a chi vuole camminare con mare sempre in vista e stare lontano dalle strade carrabili. A Porto Badisco si trova anche la Grotta dei Cervi, con le pitture neolitiche, ma è chiusa al pubblico.
4. Itinerario Belvedere: Santa Cesarea Terme → Castro
È il più lungo tra i percorsi costieri: circa 17 km tra Santa Cesarea Terme e Castro, con ritorno ad anello. Il tratto è molto movimentato, con scogliere intagliate e forme rocciose insolite. Arrivati a Castro si può salire al centro storico, con il Castello Aragonese, e affacciarsi dal belvedere di Piazza Perotti. Poco sotto, il mare nasconde la Grotta Zinzulusa. Non è una passeggiata: conviene partire presto e portare acqua in abbondanza.
5. Sentiero delle Cipolliane (Capo di Leuca)
Una passeggiata corta e senza difficoltà che collega Ponte Ciolo a Porto Vecchio, nella frazione di Novaglie, seguendo una traccia battuta fra muri a secco e vegetazione mediterranea. Sul percorso, o con brevi deviazioni, si raggiungono il canyon sotto il ponte, le Grotte Cipolliane, la Grotta Grande con il suo specchio d'acqua dolce e la Grotta delle Prazziche, un sito archeologico del Neolitico. Perfetta per una mattina, magari seguita da un bagno nelle calette vicine.
6. Porto Selvaggio e Palude del Capitano
Nel territorio di Nardò, il parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano ospita un anello di circa 7 km, in parte su sterrato e in parte su sabbia. In poche ore si passa dalla pineta alla baia, dai tratti di roccia alla piana della Lea fino alla Palude del Capitano, seguendo sentieri che ricalcano le vie percorse un tempo per il trasporto del sale. È una buona scelta per chi vuole unire natura e un tuffo nella stessa uscita. Prima di andare verifica le regole del parco su accessi e limitazioni stagionali.
7. Dalla Grotta della Poesia a Torre dell'Orso
Tra Roca Vecchia e Torre dell'Orso si può camminare sul bordo della costa a partire dalla Grotta della Poesia, nota per le antiche scritte lasciate sulle pareti, fino ai Faraglioni di Sant'Andrea, con la Spiaggia delle Due Sorelle e un belvedere lungo la strada. Il tracciato non risulta tra i più impegnativi ed è piacevole in primavera e in autunno. Se vuoi scoprire altre spiagge lungo questa costa leggi anche le migliori spiagge del Salento.
8. Oasi WWF Le Cesine
Nel comune di Vernole, l'oasi WWF delle Cesine è una riserva dove paludi costiere, pineta e macchia ospitano molti uccelli. Si entra solo con visita guidata su prenotazione, quindi niente camminate libere: è però l'indirizzo giusto per chi ama il birdwatching e i paesaggi meno addomesticati della costa adriatica.
9. Consigli pratici
- Stagione: primavera e autunno sono le migliori. In estate si cammina solo all'alba o nel tardo pomeriggio.
- Acqua e sole: i sentieri costieri hanno quasi ovunque poca o nessuna ombra. Porta almeno 1,5 litri a testa, cappello e crema.
- Scarpe: bastano scarpe da trail o da trekking basse con suola buona; evita sandali e suole lisce sulla roccia calcarea.
- Falesie: resta sempre a distanza di sicurezza dal bordo, specie con vento o terreno bagnato.
- Guide locali: per le tappe meno segnalate dell'entroterra e per le aree protette come Le Cesine conviene affidarsi a guide o associazioni specializzate.
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