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Penisola senza sbocchi tra l'Adriatico e lo Jonio, il
Salento è la terra più meridionale della Puglia.
Lecce, che ne è il capoluogo, si distingue non solo dal resto della regione
ma anche dallo stesso Salento per il suo distacco intellettuale e la sua
gentilezza aristocratica.
Capitale del Barocco pugliese, è chiamata la «Firenze del Barocco», che vi
ebbe lunga vita tra la fine del secolo XVI e primi del secolo XVIII e vestì
chiese e palazzi di capricciosi e fastosi ornamenti senza alterare le
preesistenti strutture rinascimentali e perfino romaniche come nella
Basilica di Santa Croce, nel contiguo Palazzo del Governo (l'ex Convento dei
Celestini), nella Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo.
La città conserva altri monumenti e segni di più antica nobiltà: un Ipogeo
messapico del III secolo a.C. nel sottosuolo del giardino di palazzo
Palmieri, un Anfiteatro Romano in piazza Sant'Oronzo, resti del Porto di
Adriano sulla bellissima spiaggia di San Cataldo, porte e palazzi
cinquecenteschi.
Per conoscere il Salento è necessario percorrere due itinerari partendo da
Lecce: l'uno lungo la «Riviera azzurra salentina» verso Otranto che
prosegue, dopo il Capo, dove l'Adriatico finisce e si fonde con lo Jonio,
sino a Leuca; l'altro lungo la «Riviera nirentina» sulla costa jonica verso
Nardò sino a Gallipoli.
Otranto è la città degli Ottocento Martiri trucidati dai Turchi di Maometto
II nel 1480 durante il «sacco» famoso.
Presso la costa adriatica appare scintillante d'argento lo specchio pescoso
dei Laghi Alimini
Sulla litoranea quasi tutta tagliata nella roccia, si aprono le marine di
San Cataldo, San Foca, Otranto, Porto Badisco, Torre dell'Orso, Castro,
Santa Cesarea, sino al Capo di Leuca che spartisce i due mari.
Macchie verdi di pinete si alternano agli arenili, agli scogli, alle grotte.
A Porto Badisco torna alla memoria il grido di Acate e degli altri compagni
di Enea «Italiam, Italiam», al primo apparire del lido italico secondo il
racconto virgiliano.
A Santa Cesarea le terme naturali hanno larga rinomanza per le loro qualità
terapeutiche. Il luogo è pittoresco e ameno. Moderna e ineccepibile vi è
l'attrezzatura alberghiera e sanitaria.
Castro è uno dei luoghi più suggestivi del Salento per la sua posizione
panoramica e la sua marina.
Nei pressi, le grotte «Romanelli» e «Zinzulusa» sono di grande importanza
paleontologica e turistica. Di non minore interesse l'«Abisso», profondo e
misterioso, presso Porto Badisco e la «Grotta del Diavolo» presso Leuca.
Alla punta estrema dello «Stivale d'ltalia» è il Capo di Santa Maria di
Leuca col Santuario della Madonna «Finibus Terrae» (ai confini della Terra),
meta incessante di pellegrinaggi secondo una leggenda cristiana, il
Santuario di Leuca è l'anticamera terrestre del Paradiso.
L'itinerario da Lecce a Gallipoli offre al turista altre bellezze ed altre
meraviglie. Una corona di centri balneari e di dolcissime spiagge su un mare
ceruleo e limpidissimo punteggia la costa ionica del Salento.
Dopo Nardò, l'antica «Niretum», di origine messapica e poi municipio romano
e roccaforte bizantina che conserva un'imponente Cattedrale romanica, si
stende la Riviera nirentina, costellata di marine, spiagge, pinete: Santa
Caterina di Nardò, Santa Maria al Bagno, caratterizzata dalle «Quattro
Colonne», Torre Suda, Torre Vado, Porto Cesareo e Gallipoli
La bianca città di Gallipoli, tutta circondata dal mare, merita veramente
l'appellativo di «bella» che è nell'ètimo greco, per la posizione
incantevole, per la singolarità dei suoi monumenti (dal Castello Angioino
che dal mare fa buona guardia all'abitato, alla Cattedrale di Sant'Agata e
alla Fontana Ellenica), per la bellezza del panorama, lo splendore del Lido,
la fervida operosità degli abitanti. Nelle viuzze tortuose del centro e
nella candida distesa delle sue case fa presentire l'Oriente.
Vestigia d'insediamenti preistorici sono numerose nelle campagne del Salento.
«Dolmen» (grandi blocchi di pietra) e «Menhir» (grezze stele tombali) sono
visibili in «terra d'Otranto» tra Giuggianello e Minervino di Lecce, a Muro
Leccese e nei pressi di Melendugno. |