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COLLEPASSO

 

 
       
  COME SI RAGGIUNGE    
  DISTANZA DAL CAPOLUOGO Km. 32  
  POPOLAZIONE 6.668  
  SUPERFICIE kmq.    
  MUNICIPIO P.zza Dante

Tel. 0833 346836

 
  POLIZIA URBANA  

Tel. 0833 345686

 
  GUARDIA MEDICA  

Tel. 0833 345655

 
  UFFICIO POSTALE Via Nenni

Tel.

 
  C.A.P. 73040  
  PREFISSO TELEFONICO 0833  
       
  MERCATO SETTIMANALE    
       
 

La Storia

Collepasso, piccolo centro salentino, sorge sulle pendici della Serra di Sant'Eleuterio e dista dal capoluogo 32 Km.
Incerte e discordi sono le opinioni degli storici circa l’origine di Collepasso. Inizialmente il paese si chiamava “Colopaci”, nome formato dai sostantivi latini “Collis” e “Pax”, vale a dire “colle” e “pace”. Secondo alcuni studiosi deriverebbe da “Collis Pasculorum” ossia “colle dei pascoli”; oppure da “collis passus” vale a dire “colle di passaggio” essendo un transito obbligatorio per superare le Murge Salentine. Nel periodo Medioevale il centro si chiamava San Nicola; intorno all’XI secolo fu barbaramente raso al suolo dai Saraceni. Fonti storiche certe si hanno a partire dal 1270, allorchè il feudo fu ceduto a Rodolfo di Zandino. Nel 1291 lo acquisì Pietro de Noha; successivamente passò ai Brienne ed ai D’Enghen. Nel 1692 lo acquistò Giulio Cesare Leuzzi che lo cedette definitivamente ai Pagan che lo tennero fino al 1806, anno di soppressione della feudalità. Già frazione di Cutrofiano, nel 1907 ottenne l’autonomia amministrativa. Lo stemma civico raffigura cinque colli Su di un colle è situato un ulivo sovrastato da una stella, simbolo di nobiltà; su di un altro sono rappresentate alcune spighe di grano intrecciate da tralci di vite. Attraverso l’immagine dei cinque colli si materializza la posizione strategica del paese.
La sua autonomia comunale è abbastanza recente, risalendo all'anno 1907; prima di allora era una frazione di Cutrofiano quale la sua storia è accomunata. Collepasso deve il suo nome alla collina su cui è sorta, ubertosa e ricca di pascoli; il toponimo deriva, infatti, dal latino Colle pascorum (Colle dei pascoli). La sua economia è basata soprattutto sulla produzione di tabacco e vino, molto sviluppata è anche la coltura dell'ulivo Patrona e protettrice è Maria SS. delle Grazie che si festeggia il 7 e l'8 Settembre giorni in cui si svolge anche una grande fiera mercato; compatrono è S. Antonio ricordato il 13 Giugno. Per celebrare la Madonna gli abitanti di Collepasso fecero costruire una statua della Madonna delle Grazie che fu posta all'interno della Chiesa di Santo Spirito, ubicata a fianco del palazzo baronale e che da allora fu dedicata appunto alla Vergine.

 

L'ARTE

La Chiesa Matrice è stata edificata tra il 1865 e il 1871. Fu progettata dal Barone Filippo Bacile di Castiglione. La facciata centrale è imponente.L’Interno è a croce greca, ornato da discreti altari. Con gli anni la chiesa si arricchì di altre statue: un devoto, Vito Catoldi, offrì come ex-voto la statua di Sant'Antonio da Padova Donato. Marra sciolse il voto fatto per ottenere la salvezza della moglie, donando la statua della SS. Trinità. Si racconta, che questi si erano recati di buon mattino in campagna, alla ricerca di un tesoro che era nascosto in un posto sognato da Marra. Invece del tesoro trovarono un grosso serpente che si avviluppò attorno alla donna. Le spire avevano ormai attanagliato il collo in una stretta mortale, quando all'uomo venne in mente di pregare la SS. Trinità; per incanto, in quel momento, il serpente allentò la stretta e scappò via. Gli abitanti di Collepasso vengono chiamati "li saracini de Culupazzu"(i Saraceni di Collepasso) anche se sembra impossibile collegare gli antichi conquistatori (gente dedita ai piaceri della vita) col significato che invece viene dato al soprannome (gente avara e poca propensa al divertimento) ma tant'è: in passato quando si doveva offendere non ci si ponevano molti problemi di coerenza e la cattiveria la faceva da padrone. Nel centro storico è collocato il maestoso Palazzo Viva, risalente alla fine del XIX sec. e agli inizi del XX. La facciata, molto elegante, è arricchita da un pregiato portale d’accesso. Di notevole importanza è il Palazzo Baronale, impropriamente chiamato Castello, risalente al XVI sec.

 

 
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