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La Storia
Collepasso, piccolo centro salentino,
sorge sulle pendici della Serra di Sant'Eleuterio e dista dal capoluogo 32
Km.
Incerte e discordi sono le opinioni degli storici circa l’origine di
Collepasso. Inizialmente il paese si chiamava “Colopaci”, nome formato dai
sostantivi latini “Collis” e “Pax”, vale a dire “colle” e “pace”. Secondo
alcuni studiosi deriverebbe da “Collis Pasculorum” ossia “colle dei
pascoli”; oppure da “collis passus” vale a dire “colle di passaggio” essendo
un transito obbligatorio per superare le Murge Salentine. Nel periodo
Medioevale il centro si chiamava San Nicola; intorno all’XI secolo fu
barbaramente raso al suolo dai Saraceni. Fonti storiche certe si hanno a
partire dal 1270, allorchè il feudo fu ceduto a Rodolfo di Zandino. Nel 1291
lo acquisì Pietro de Noha; successivamente passò ai Brienne ed ai D’Enghen.
Nel 1692 lo acquistò Giulio Cesare Leuzzi che lo cedette definitivamente ai
Pagan che lo tennero fino al 1806, anno di soppressione della feudalità. Già
frazione di Cutrofiano, nel 1907 ottenne l’autonomia amministrativa. Lo
stemma civico raffigura cinque colli Su di un colle è situato un ulivo
sovrastato da una stella, simbolo di nobiltà; su di un altro sono
rappresentate alcune spighe di grano intrecciate da tralci di vite.
Attraverso l’immagine dei cinque colli si materializza la posizione
strategica del paese.
La sua autonomia comunale è abbastanza recente, risalendo all'anno 1907;
prima di allora era una frazione di Cutrofiano quale la sua storia è
accomunata. Collepasso deve il suo nome alla collina su cui è sorta,
ubertosa e ricca di pascoli; il toponimo deriva, infatti, dal latino Colle
pascorum (Colle dei pascoli). La sua economia è basata soprattutto sulla
produzione di tabacco e vino, molto sviluppata è anche la coltura dell'ulivo
Patrona e protettrice è Maria SS. delle Grazie che si festeggia il 7 e l'8
Settembre giorni in cui si svolge anche una grande fiera mercato; compatrono
è S. Antonio ricordato il 13 Giugno. Per celebrare la Madonna gli abitanti
di Collepasso fecero costruire una statua della Madonna delle Grazie che fu
posta all'interno della Chiesa di Santo Spirito, ubicata a fianco del
palazzo baronale e che da allora fu dedicata appunto alla Vergine.
L'ARTE
La Chiesa Matrice è stata edificata tra
il 1865 e il 1871. Fu progettata dal Barone Filippo Bacile di Castiglione.
La facciata centrale è imponente.L’Interno è a croce greca, ornato da
discreti altari. Con gli anni la chiesa si arricchì di altre statue: un
devoto, Vito Catoldi, offrì come ex-voto la statua di Sant'Antonio da Padova
Donato. Marra sciolse il voto fatto per ottenere la salvezza della moglie,
donando la statua della SS. Trinità. Si racconta, che questi si erano recati
di buon mattino in campagna, alla ricerca di un tesoro che era nascosto in
un posto sognato da Marra. Invece del tesoro trovarono un grosso serpente
che si avviluppò attorno alla donna. Le spire avevano ormai attanagliato il
collo in una stretta mortale, quando all'uomo venne in mente di pregare la
SS. Trinità; per incanto, in quel momento, il serpente allentò la stretta e
scappò via. Gli abitanti di Collepasso vengono chiamati "li saracini de
Culupazzu"(i Saraceni di Collepasso) anche se sembra impossibile collegare
gli antichi conquistatori (gente dedita ai piaceri della vita) col
significato che invece viene dato al soprannome (gente avara e poca propensa
al divertimento) ma tant'è: in passato quando si doveva offendere non ci si
ponevano molti problemi di coerenza e la cattiveria la faceva da padrone.
Nel centro storico è collocato il maestoso Palazzo Viva, risalente alla fine
del XIX sec. e agli inizi del XX. La facciata, molto elegante, è arricchita
da un pregiato portale d’accesso. Di notevole importanza è il Palazzo
Baronale, impropriamente chiamato Castello, risalente al XVI sec.
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