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CASTRIGNANO DEL CAPO
(Giuliano - Leuca - Salignano)
"Luogo forte, in tempi ben remoti, come provano il suo
blasone civico, il nome, i ruderi delle mura e i baloardi che vi stanno
ancora sbranati. Si fregia della bimare Leuca che guarda all'Oriente l'
Adriatico e all'Occidente lo Jonio, con i suoi vetusti ed importanti ricordi
mitologici e storici, con la terra e l'aer puro e profumato del timo e dell
isopo, con le sue caverne e i banchi di fosforite".
Conosciuta soprattutto per la vicinanza a Marina di Leuca, Castrignano fu
appellata "castrum Leocadense". Le antiche costruzioni crollarono in seguito
al terremoto del 1456. La successiva ricostruzione dei fortilizi fu meno
fortunata: un altro più violento terremoto del 1739 distrusse questi e,
perfino, l'antica chiesa parrocchiale. La località era già
abitata in età paleolitica, come testimoniano i numerosi reperti fossili
rinvenuti nelle grotte del Diavolo, Tre Porte, Titti e Cala dell'Elefante.
Successivamente, in epoca romana fu edificato un castrum (castello,
fortezza), poi ampliato a seguito della distruzione di Vereto e Leuca. Il
centrosorse infatti intorno all'anno Mille, come luogo di rifugio dei
profughi delle suddette località. Infeudato ai d'Almeto (1280), il paese
passò successivamente ai de Caniano, Pignatelli, Bilitta, Ayerbo, della
atta, della Barliera, de Frisis ed a Fabrizio Guarini.
Castrignano è situato all'estremo sud della penisola salentina; denuncia
sicuramente origini romane, ancor più avvalorate dal toponimo che deriva dal
latino castrum (accampamento, fortezza). Il nome di Castrignano del Capo
deriva dal latino "castrum" cioè fortezza ed è un'altra testimonianza sulle
forticazioni che, nelle località di mare, venivano erette con un preciso
disegno di difesa. La presenza dell'uomo in questa zona, è riconducile
all'età del bronzo. Infatti, nella frazione di Giuliano è stato rinvenuto il
menhir di Ussano, dal nome della piazzetta dove è situato, alto m. 1,80
avente una base rettangolare di cm. 25x50. Inizialmente solo rocca,
appartenuta ai Casali di Leuca o di Vereto, Castrignano del Capo divenne
piccolo villaggio quando questi caddero in rovina. Col tempo il paese crebbe
attorno al castello che fu sempre mantenuto munito, come baluardo contro i
barbari. Distrutto da un terremoto nel 1456, fu ricostruito nel 1557.
Nonostante ciò il paese cadde in mano agli Algerini sbarcati nella rada di
Leuca nel 1624. Nel Corso dei secoli, Castrignano del Capo è appartenuto ai
Conti de Alneto della Ratta, ai Balzo, ai Di Capua, ai Gonzaga, ai Brayda,
ai Guarini, agli Aragona. L'agricoltura e il turismo sono
le fonti di ricchezza degli abitanti del piccolo centro salentino.
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