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ACQUARICA DEL CAPO
Ricca di acqua è il significato, più che appropriato, del nome di questo
paese, da cui lo stemma civico raffigurante una fontana zampillanti di
acqua. Il castello, che oggi ricade nel centro abitato, è l’unico elemento
che ci aiuti a ripercorrere il passato di questo paese.
Acquarica del Capo è un ridente centro agricolo noto per i suoi vini; può
vantare la presenza di un importante castello fatto costruire dai Normanni
nel 1342: fu ricostruito poi, ed ampliato nel XIII secolo dal feudatario
Giovanni Antonio Orsini del Balzo.
Il castello aveva planimetria quadrangolare con lati di circa 40 metri ed
era protetto da quattro torrioni circolari; all'incuria del tempo e sfuggito
un solo torrione per fortuna ancora oggi ben conservato. Nell'immediata
periferia del paese fa bella mostra di se anche una masseria fortificata
munita di una torre. Caratteristica in Acquarica del Capo è l'attività
principale attorno alla quale ruota l'artigianato locale, tanto
caratteristica ed importante, che ha determinato il soprannome degli
abitanti del paese. Spurtari (costruttori di sporte e canestri di giunco),
così sono ancora oggi chiamati gli acquaricesi. La produzione di cesti,
sporte, panieri (contenitori un tempo indispensabili per la massaia ed il
contadino) è una tradizione molto antica che sfruttava positivamente una
materia prima che cresceva rigogliosa proprio negli acquitrini e nelle
malsane paludi: la pianta del giunco. La lavorazione del giunco (palieddhu)
ha ancora oggi del sacrale e si rifà sempre a regole e gesti antichi. Una
volta raccolti gli giunchi vengono sottoposti a due trattamenti la bollitura
e la zolfatura che danno elasticità, flessibilità e resistenza;
caratteristiche indispensabili per la loro lavorazione. Si passa quindi al
lavoro di intreccio. A chi dovesse andare in giro per le viuzze di Acquarica
del Capo potrebbe accadere di imbattersi, anche se questo diventa di giorno
in giorno sempre più raro, in capannelli di persone sedute a cerchio per
terra o lungo i muri che muovendo abilmente le mani, facendo leva sui piedi
e sulle ginocchia, per meglio eseguire l'intreccio, danno vita a dei piccoli
capolavori.
La tradizione e testimonianze certe dicono che alcuni esemplari di questi
cesti e panieri furono esposti nel lontano 1873 all'Esposizione mondiale di
Vienna dove ottennero il premio per la migliore creazione artigianale.
Lusinghiero successo ebbero anche alla successiva mostra nazionale di Torino
ed a testimoniare questo bastano le numerosissime ordinazioni che a quel
momento arrivarono da ogni parte d'Italia. Patrono e santo protettore di
Acquarica del Capo è San Carlo Borromeo a cui è dedicata la seicentesca
Parrocchia, voluta dal Barone Fabrizio Guarino e più volte restaurata. Il
culto del Santo milanese è alquanto diffuso nel sud, dove lasciò esempi di
magnanimità e prodigalità. L'elezione di San Carlo a protettore del paese
secondo la tradizione popolare, si fa collegare ad una miracolosa guarigione
che un nobile del posto, il Barone Fabrizio Guarino, ottenne per
intercessione del Santo. La festa patronale cade la domenica successiva al 4
novembre La domenica successiva ad ogni 8 settembre si festeggia invece la
Madonna del Ponte.
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